Cober srl

Escursione invernale a Gardeccia

Cober srl

  • Dislivello: 370 metri in salita ed altrettanti in discesa
  • Distanza: 8 km
  • Tempo di percorrenza: 3 ore
  • Difficoltà: principiante
  • Crew member: Alberto e Valentina – Focus On Trips
  • Bastoncini consigliati: PowPow

 

Un’escursione invernale in uno dei gruppi più iconici delle Dolomiti, che ci conduce nel cuore di un immenso catino composto da roccia e neve. Ci addentriamo così in un gruppo montuoso posto al limitare occidentale della regione dolomitica, svettando al di sopra di varie vallate che conducono la vista fino a Bolzano.

Il Catinaccio si trova infatti a cavallo tra la Val d’Ega in Alto Adige, e la Val di Fassa in Trentino ed il suo nome deriva dalla parola ladina “ciadinàc“, che sta ad indicare una conca di montagna. In questa escursione invernale ci dirigiamo proprio verso il cuore della conca di Gardeccia, porta d’accesso verso la roccia dolomitica del Catinaccio.

Partiamo a camminare dal parcheggio presso la località di Muncion, una piccola frazione situata sopra a Pera di Fassa in Val di Fassa. Il facile sentiero si snoda su di una larga strada forestale nel bosco, da cui la vista spazia fino alle prime pareti più vicine delle cime del Catinaccio.

La vista è rapita soprattutto dai dirupi del Larsec, un gruppo di torrette frastagliate che si staglia al limitare orientale del gruppo, tra cime meno conosciute rispetto alle principali del Catinaccio.

La nostra strada prosegue in leggera salita fino ad affrontare alcuni tornanti che ci fanno guadagnare quota. Da qui in avanti comincia a schiudersi di fronte a noi la conca circondata dalle pareti del Catinaccio. Alle nostre spalle in lontananza compare invece la Marmolada con il profilo della sua iconica e più alta Punta Penia. Il bianco della neve caratterizza sicuramente questo paesaggio invernale, nonostante alcuni scorci di terreno decisamente primaverile comincino a farsi già largo nella vegetazione, dovuti ad un rialzo repentino delle recenti temperature.

Il sentiero è caratterizzato principalmente da larghe tracce su neve battuta, attraversando però anche vari tratti ghiacciati, dove i bastoncini invernali PowPow ci supportano garantendoci il supporto necessario, essendo caratterizzati da una lunga manopola in foam che permette impugnature diverse a seconda delle esigenze, e ciò lo rende particolarmente adatto al trekking in inverno.

Dopo un successivo tratto di salita, raggiungiamo la conca di Gardeccia situata a 1.948 m, dove si può sostare per una pausa presso l’omonimo rifugio Gardeccia, oppure al vicino rifugio Stella Alpina Spitz Piaz, situato poco più avanti (entrambi aperti nel periodo invernale).

Il cielo è così azzurro sopra di noi, sgombro da nuvole e carico di serenità. Davanti a noi si presenta ora un bianco anfiteatro, con gli innevati versanti settentrionali e orientali delle cime del Catinaccio. La Cima Coronelle che sovrasta il passo Coronelle, la Cigolade al di sopra del passo Zigolade, fino a scendere lungo la cresta delle Pale Rabbiose. Ma il centro della scena è indubbiamente occupato dalla Cima Catinaccio, che dà il nome al gruppo, con uno scorcio sulle vicine Torri del Vajolet, separate tramite una stretta gola rocciosa.

Un panino come pranzo al sacco ci permette di godere all’aperto del pallido sole invernale, che in questa giornata riesce a scaldare piacevolmente, con la temperatura che sale notevolmente verso l’ora di pranzo. Un momento di contemplazione ci riporta in alto, la conca o catino nel quale ci troviamo è così abbracciata dalle pareti che la circondano. Dal rifugio Stella Alpina ammiriamo infatti anche la bianca distesa che si estende in salita verso la conca del rifugio Vajolet ed ancora più su fino al rifugio Passo Principe.

Restiamo così nel cuore del Catinaccio, con la vista che spazia nella roccia che ci circonda, nella sua incantata e silenziosa versione invernale.