Cober srl

Escursione panoramica nel Gruppo del Puez

Cober srl

Col Plö Alt e Altipiano della Gardenacia

  • Dislivello: 930 metri in salita ed altrettanti in discesa
  • Distanza: 10,5 km
  • Tempo di percorrenza: 5 ore
  • Difficoltà: intermedio
  • Crew member: Focus On Trips – Alberto & Valentina
  • Bastoncini consigliati: Rubus

 

 

Un panorama di montagna è qualcosa di più di una fotografia o di un’immagine da immortalare nella nostra mente. È piuttosto un insieme di sensazioni, colori ed emozioni che si mescolano nello stesso istante, dando vita ad un ricordo indelebile.

Un punto panoramico spettacolare sa regalare uno di quegli attimi da imprimere nella nostra memoria, in una giornata ma soprattutto nel momento giusto. Mentre siamo diretti verso il rifugio Gardenacia partendo da La Villa, in Val Badia, non siamo ancora del tutto consapevoli di quello che ci aspetta.

Il rifugio presidia l’accesso all’omonimo altipiano della Gardenacia, che sorge nel cuore delle Dolomiti, al limite orientale del Gruppo del Puez. Altipiano che conserva la sua sostanziale tranquillità, non essendo eccessivamente frequentato, tra i suoi verdi pendii e pareti rocciose.

Il sentiero che sale dal centro del paese di La Villa ci conduce inizialmente lungo una dolce salita nel bosco, dove i raggi del sole estivo di metà mattina scaldano decisamente l’atmosfera. Ad un tratto la salita sterza notevolmente facendoci percorrere alcune sezioni di sentiero che si snodano tramite ripide serpentine nel mezzo di un canalino roccioso. I bastoncini da trekking sono un valido e necessario supporto su tratti come questo, dove la pendenza del percorso si sviluppa su una base di roccia e pietre.

Si tratta di una delle ultime propaggini delle Dolomiti del Puez: una balza rocciosa che costituisce l’accesso all’altipiano della Gardenacia.

L’ultimo tratto di salita svela così la vista verso il Rifugio Gardenacia, che si erge nel mezzo di una distesa erbosa dove pascolano cavalli e mucche, al limitare delle pareti dolomitiche che incombono verso ovest.

È da questo momento in avanti che il panorama inizia a scoprirsi sempre di più, suscitando dentro di noi una sensazione conosciuta. La sensazione di una vista, di una cima, di un panorama di montagna che si trasforma in un’esperienza indelebile, grazie ad alcuni preziosi momenti. Proseguiamo così a camminare nonostante l’ora ed il meteo incerto, nella prospettiva di muoverci fino al tardo pomeriggio.

Le ultime aree dell’altipiano raggiunte dalla vegetazione lasciano spazio ad una spettacolare e verde distesa erbosa, puntellata da numerose e chiare rocce. Un tipico panorama dolomitico, con le pareti alla nostra sinistra che si dispiegano su scenografici ed emozionanti gradoni rocciosi. Alcuni di questi si spingono fino ad incrociare il sentiero, creando alcuni passaggi più stretti ed a contatto con paretine rocciose, dove le mani stringono maggiormente i bastoncini da trekking per l’appoggio che garantiscono.

Un’emozione che si sviluppa così man mano, in questo sentiero dove il panorama si scopre sempre di più, per poi culminare in un lungo tratto di cammino in cui siamo circondati dalle Dolomiti. Alla nostra destra le grandiose pareti di roccia chiara si stagliano con le loro vette frastagliate sopra la Val Badia. A sinistra invece il gruppo del Puez ci mostra le porte d’accesso al suo altipiano roccioso, con alcune ampie gradinate che sovrastano i verdi pendii che stiamo attraversando, facendo da teatro e palcoscenico a questo spettacolo naturale.

Il punto panoramico finale che completa l’escursione è la croce della Cima del Col Plö Alt: sicuramente non si tratta di una vetta appariscente, ma dai suoi 2.331 m. di altitudine riesce a regalare una vista straordinaria. Il Col Plö Alt è una piccola elevazione dell’altipiano erboso, riconoscibile perché definita dalla sua croce che svetta sopra l’abitato di Badia.

Una volta raggiunta la croce, il silenzio sopraggiunge e la vista ci rapisce.

Dal Col Plö Alt la vista spazia sulle Dolomiti del Gruppo di Fanes, il Sasso di Santa Croce, Piz Lavarella, Piz Conturines, Croda del Becco, Lagazuoi, Settsass, per estendersi poi fino al Monte Pelmo.

Ci fermiamo per vari istanti che vorremmo trattenere per sempre dentro di noi, ma ci decidiamo poi a ritornare sui nostri passi. Nelle vicinanze troviamo un piccolo laghetto quasi nascosto, nelle cui acque si specchiano i contorni e le sagome delle nuvole di passaggio che corrono veloci dietro e davanti a noi, regalandoci però ancora un ultimo attimo di contemplazione, da fermare nella memoria.