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I 9 trekking più affascinanti del mondo

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Preparatevi a restare a bocca aperta e ad affrontare fatiche logoranti: questi trekking non sono una passeggiata e richiedono anzi un alto livello di preparazione, ma regalano emozioni a non finire.

 

Routeburn Track, Nuova Zelanda

Lo straordinario paesaggio subalpino dell’Isola del Sud, Nuova Zelanda, fa da cornice a questo trekking di tre giorni di media difficoltà (32 km). Ai piedi delle Southern Alps, il sentiero attraversa due parchi nazionali: Fiordland e Mt Aspiring. Le vedute che si godono da Harris Saddle e da Conical Hill, da dove si possono ammirare le onde che si infrangono sulla spiaggia lontana, sono straordinarie. L’ostacolo più impegnativo da superare è riuscire ad accedervi, perché solo un numero limitato di persone alla volta può percorrere il sentiero. Il sentiero può essere percorso in entrambe le direzioni.

 

Overland Track, Australia

Le zone selvagge dall’atmosfera preistorica della Tasmania sono le protagoniste degli 80 km (5-6 giorni) dell’Overland Track. Serpeggiando tra Cradle Mountain e Lake St Clair (il lago naturale più profondo del paese), questo sentiero ben segnato (alcuni tratti sono attrezzati con passerelle) attraversa aspre montagne, splendidi laghetti, fitte foreste e brughiere. I più coraggiosi possono affrontare i tanti sentieri secondari che portano a cascate, valli e cime come Mount Ossa, la vetta più alta della Tasmania (1617 m). Il periodo migliore per affrontare il trekking va da novembre ad aprile. Occorre pagare una tassa i cui proventi vengono utilizzati per finanziare la manutenzione del sentiero.

 

GR20, Corsica

Questa impegnativa escursione (da due a tre settimane, 200 km) attraverso la Corsica è leggendaria per la varietà di paesaggi che si incontrano: foreste, paesaggi granitici quasi lunari, crateri battuti dal vento, laghi glaciali, torrenti, torbiere, distese di macchia, cime innevate, pianure e névés (nevai). Ma tutto questo ha un prezzo: il sentiero è impervio e in alcuni tratti molto ripido, con traballanti ponti e scivolose pareti di roccia. Tracciato nel 1972, il GR20 collega Calenzana, nella Balagne, a Conca, a nord di Porto Vecchio. Benché sia un percorso alpino, il GR20 è alla portata dell’escursionista medio; tuttavia, è necessario prendere le dovute precauzioni e controllare ogni giorno le condizioni meteo.

Haute Route, Svizzera

Da Chamonix, in Francia, passando dal Vallese meridionale, fino a Zermatt, in Svizzera, la Haute Route attraversa alcuni dei paesaggi più alti e spettacolari di tutte le Alpi. Per portare a termine il sentiero estivo (che segue un percorso diverso rispetto all’itinerario invernale di sci alpinismo) è bene considerare che diversi passi ad alta quota richiedono un certo allenamento. Tutte le tappe sono comunque decisamente impegnative. Questa traversata può essere percorsa con gli sci in cinque giorni, salvo imprevisti. Si può affrontare dalla fine di marzo a maggio quando i rifugi sono aperti.

 

Cammino Inca, Perú

Questa antica pista di 33 km fu tracciata dagli inca e oggi viene percorsa da migliaia di visitatori ogni anno. Collega la Valle Sacra a Machu Picchu e si snoda salendo, scendendo, aggirando montagne e valicando tre passi montani in alta quota. Le vedute dei monti incappucciati di neve e della fitta foresta nebulare sono straordinarie e spostarsi a piedi da una rovina a strapiombo all’altra ha qualcosa di magico – non a caso è uno dei sentieri più famosi del Sud America. Ogni giorno possono iniziare il percorso 500 escursionisti che devono essere accompagnati da una guida autorizzata.

 

Himalaya, India

Sono pochi gli appassionati di trekking che affrontano il lato indiano della più imponente catena montuosa del mondo. Se ama i posti isolati, allora l’Himachal Pradesh non ti deluderà. Gli escursionisti più intrepidi possono provare ad attraversare le montagne che separano lo Spiti dal Ladakh (24 giorni). Questo remoto e impegnativo percorso segue delle antiche rotte commerciali. La zona del desolato altopiano desertico portò Rudyard Kipling a esclamare: ‘Di sicuro gli dèi vivono qui; questo non è un posto per gli esseri umani’. Rishikesh si trova a circa 25 km di autobus, auto o treno da Haridwar; la vicina Shivpuri è il posto ideale per acclimatarsi un po’.

Ghiacciaio del Baltoro e K2, Pakistan

Un corridoio di ghiaccio porta alla colossale cima del K2 (8611 m), la seconda montagna più alta del mondo. Questo trekking attraversa alcuni dei paesaggi più severi e imponenti del pianeta. Si comincia seguendo fiumi gelati fino ad arrivare in fondo al ghiacciaio e quindi alle piramidi granitiche del Paiju (6610 m), dell’Uli Biaho (6417 m), della Torre Grande di Trango (6286 m) e, infine, del K2. Se questi 15 giorni non ti hanno messo al tappeto, puoi risalire le morene dei ghiacciai laterali. È un trekking impegnativo se la spedizione parte da Islamabad.

 

Narrows, Stati Uniti

Non esiste un trekking come il Narrows nello Zion National Park, un percorso di 26 km attraverso suggestivi canyon scavati nel corso dei secoli dal Virgin River. Il fiume è il punto di riferimento e più di metà itinerario prevede guadi e tratti da affrontare a nuoto. Si può percorrere in un giorno, ma molti preferiscono attraversare questi giardini pensili e sorgenti naturali a un passo più tranquillo, trascorrendo una notte in uno dei 12 campeggi del parco. Le piene violente non sono rare; informatevi presso lo Zion Canyon Visitor Center. Una navetta fa servizio dalla fine del sentiero al Chamberlain’s ranch.

 

Campo Base dell’Everest, Nepal

Toccando un’altitudine di 5545 m, a Kala Pattar, questo trekking di tre settimane è un’avventura imprescindibile per chi vuole poter dire di essere salito sulla montagna più alta del mondo. Questo itinerario attraversa paesaggi di indubbia bellezza ed è un continuo via vai di sherpa del Solu Khumbu. Le altitudini raggiunte possono rappresentare un problema se non si è acclimatati e il continuo saliscendi per le valli ha i suoi svantaggi.

 

 

Fonte: LonelyPlanet.it